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Considerazioni sull'acqua di rubinetto e l'acqua minerale

FS Multiservizi, la soluzione ai problemi dell'acqua
Pubblicato da in Ecologia e ambiente · 21 Settembre 2018
Considerazioni sull'acqua di rubinetto e l'acqua minerale

Ci imbattiamo spesso in trasmissioni che, con l'obiettivo di fornire una corretta informazione, spesso alimentano lo stato di confusione e di incertezze nell'opinione pubblica, fornendo spesso notizie non del tutto esatte e spesso contraddittorie.
Ultimo, ma non l'unico, lo spazio dedicato dalla trasmissione di “Detto Fatto” del 28 maggio scorso in cui la Sig.ra Silvia Bollani di Altroconsumo ha affrontato il grave problema, tutto italiano, del consumo spropositato di acqua in bottiglia.
Molte delle affermazioni fatte in tale circostanza sono fondate e condivisibili, ma alcune necessitano di ulteriori chiarimenti, onde fornire a chi legge un quadro più completo per indirizzare al meglio le scelte dei consumatori.
Quanto sopra, mi spinge a fare alcune alcune considerazioni, del tutto personali, nella speranza che possano essere d'aiuto per una scelta più consapevole.

AFFERMAZIONI PIENAMENTE CONDIVISIBILI:
  • L'acqua del comune, quella cioè che esce dal nostro rubinetto, è l'acqua più sicura per il consumo umano (bere e cucinare), al  contrario di quanto affermato da alcuni rivenditori di sistemi di depurazione, spesso improvvisati, i quali, facendo leva sulla naturale paura delle persone la fanno apparire poco salutare, attraverso l'uso di dimostrazioni empiriche ed ingannevoli, per indurre più facilmente l'ignaro consumatore a procedere all'acquisto del loro impianto, non curanti del danno perpetrato contro chi opera nel più assoluto rispetto della trasparenza e professionalità. In realtà, l'allarmante mutato aspetto dell'acqua sotto l'effetto di un impiantino ad elettrolisi non è una dimostrazione di scarsa qualità dell'acqua del nostro rubinetto bensì è l'effetto della scissione dei sali sottoposti ad attrazione del catodo e dell'anodo del sistema elettrolitico.
Ciò non vuol dire che, per il solo fatto che l'acqua inviata dal comune è da considerare la migliore, sia per questo sempre pronta ad essere consumata direttamente dal nostro rubinetto. I comuni, giustamente, garantiscono la salubrità dell'acqua fino al contatore; dal contatore in poi, a causa di eventuali problemi alle tubazioni, magari vetuste, o a cattiva manutenzione dei recipienti di raccolta, il liquido può essere soggetto ad eventuali contaminazioni controindicate per la nostra salute; non ultimo, l'acqua del nostro rubinetto può presentare un problema di natura organolettica a causa del cloro usato per la disinfezione. Un normale sistema di microfiltrazione o ultrafiltrazione può servire a metterci al riparo da queste preoccupazioni fornendoci un prodotto che per qualità non ha paragoni. Altri tipi di impianti possono essere di norma scelti per soddisfare particolari esigenze di gusto.
  • Pienamente d'accordo sulle fondate riserve che riguardano le acque in bottiglia (“acque minerali”); esse, oltre ad essere una delle cause principali di inquinamento ambientale, per i contenitori utilizzati e dei carburanti utilizzati per i trasporti, sono sottoposte ad una normativa molto meno restrittiva (la relativa norma seguiva la ratio di considerare le acque minerali come acque terapeutiche per un uso limitato nel tempo) rispetto a quella che detta i parametri di idoneità delle acque potabili, idonee per il consumo umano.
Le acque minerali, rispetto a quelle potabili, possono contenere percentuali di sostanze indesiderate notevolmente superiori rispetto a quelle dell'acqua potabile, senza che tutto ciò venga dichiarato; se sottoposte agli stessi controlli previsti per le acque potabili, potrebbero rischiare di essere dichiarate non idonee per il consumo umano.  Altro punto a favore delle acque potabili, rispetto alle acque minerali, è che le prime sono sottoposte a controlli giornalieri mentre le seconde lo sono in modo sporadico e comunque molto diluiti nel tempo.
  • Particolare attenzione alla manutenzione dei sistemi di trattamento acqua. Osservazione più che corretta. La presenza di un impianto, pur se adeguato, non può garantire la salubrità dell'acqua che beviamo senza opportuno periodico controllo dei filtri.

AFFERMAZIONI CHE NECESSITANO DELL'AGGIUNTA DI QUALCHE DETTAGLIO:

  • L'equiparazione dell'addolcitore a scambio ionico ad un impianto per il trattamento delle acque potabili? E' inesatto!  L'addolcitore a scambio ionico è un ottimo impianto tecnologico (quelli moderni sono pure dotati di un sistema di disinfezione), idoneo per la riduzione dei sali di calcio e magnesio (in natura insieme) che costituiscono la cosiddetta durezza dell'acqua, principale artefice di danni agli elettrodomestici, rubinetterie, tubazioni ecc., soprattutto in presenza di acqua calda che produce appunto la precipitazione dei sali di cui sopra.
Concordo nel dire che in presenza di acque non particolarmente dure, l'utilizzo degli addolcitori non è necessario e comunque sarebbe auspicabile (anche se non sempre percorribile) la presenza di una doppia rete idrica distinta per gli usi tecnologici e per gli usi alimentari.
  • Costi elevati dei filtri, mediamente intorno al migliaio di euro?  Il dato è molto approssimativo in quanto si può ottenere un ottimo risultato senza spendere cifre esorbitanti. La scelta, e quindi il costo, assolve di norma ad una esigenza di carattere organolettico. La differenza di gusto dell'acqua è legata al suo contenuto salino; la maggiore o minore presenza di sali modifica il gusto e determina la scelta di un sistema rispetto ad un altro con relativa differenza sul costo finale.  Effettivamente si può optare per una scelta economica molto abbordabile, come le caraffe, ma questo non ci esonera da un costante controllo sullo stato dei filtri.




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